C.G.Jung sosteneva che “Ciò che più influisce sui figli è la vita non vissuta dei genitori".
Essere genitori significa realizzare il proprio potenziale, accettare i propri limiti e vivere la propria espressività.
E' luogo comune pensare che con l'arrivo dei figli, i genitori debbano vivere uno stato di totale dedizione rinunciando in gran parte alla realizzazione personale. In realtà tutto questo porta spesso a grandi frustrazioni ed ad un forte senso di inadeguatezza, influendo negativamente nella relazione con i figli.
Le aree di lavoro che verranno affrontate sono:
* contatto con il proprio potenziale:
tramite un lavoro di contatto interiore si darà spazio ai propri desideri inespressi sia come
individuo che come genitore; in questo modo si potrà dar voce al proprio modello genitoriale
"innato" e liberarsi dei condizionamenti appresi.
* accettazione dei propri limiti
spesso è molto difficile accettare di non essere perfetti ed è altrettanto faticoso emotivamente
non riuscire a soddisfare tutte le aspettative altrui. Tramite alcune tecniche psico-corporee
lavoreremo sui limiti e sulle potenzialità
* comunicazione empatica
comunicare empaticamente comporta "mettersi in gioco", vuol dire essere in contatto reale con le
proprie emozioni. All'interno della relazione genitoriale questo significa che i genitori non
comunicano "solo" ciò che è giusto fare, ma creano un valore molto più profondo, perché
si relazionano ai figli considerando tutti la gamma degli aspetti comunicativi.
* educare alla vita
entrare in contatto con le proprie emozioni, dei propri limiti, delle proprie potenzialità significa
diventare genitori spontanei e realizzati. Questo permette di vivere la relazione genitoriale in
modo molto più semplice e permette di "educare alla vita" i propri figli.
|